Ritardo e Disturbi di Linguaggio

Si definisce Ritardo di Linguaggio (Parlatore Tardivo o Late talkers) quando un bambino, di età compresa tra i 2 e i 3 anni, manifesta un mancato o lento sviluppo del linguaggio (in produzione e/o in comprensione). Il linguaggio del bambino risulta in ritardo rispetto alla media generale.

I criteri principali per identificare un bambino che presenta un Ritardo nel Linguaggio sono:

•    il bambino a 2 anni dice meno di 50 parole;
•    e/o il bambino a 2 anni e mezzo non usa frasi, ma solo parole singole;
•    e/o il bambino usa un linguaggio incomprensibile o comprensibile solo dai familiari .

Parte di questi bambini recupererà il ritardo spontaneamente, tuttavia altri potranno sviluppare un vero e proprio Disturbo di Linguaggio.

Con Disturbo di Linguaggio si indica un insieme di situazioni molto diverse, caratterizzate da difficoltà nella comprensione e/o produzione linguistica in una o più delle sue componenti (suoni, parole, frasi..). Le difficoltà possono essere di diversa entità, da molto lievi a molto importanti.

Qualora si presentino una o più di queste situazioni ci si trova davanti a un possibile disturbo di linguaggio meritevole di valutazione specifica: 

•    il bambino a 3 anni è scarsamente comprensibile: accorcia le parole, scambia i suoni, utilizza parole inventate;
•    il bambino a 3 anni utilizza solo frasi molto semplici (meno di 4 parole);
•    il bambino a 4 anni è comprensibile ma alcuni suoni vengono pronunciati male e/o non pronunciati;
•  il bambino a 4 anni utilizza frasi scorrette dal punto di vista morfologico e/o sintattico (ordine delle parole, pronomi personali, articoli, coniugazione dei verbi..).

Dopo i 30 mesi dovrebbe essere pressoché impossibile contare il numero di parole che il bambino capisce e dice.

Bisogna inoltre considerare che la presenza di Disturbo di Linguaggio  (in particolare dopo i 5 anni) è un importante fattore di rischio  per le difficoltà scolastiche legate agli apprendimenti: i bambini con Disturbo Specifico del Linguaggio hanno un rischio di 2-3 volte maggiore di sviluppare un Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA).

Il logopedista, con un’accurata valutazione clinica, è in grado di identificare precocemente difficoltà e condizioni di rischio e, in base ai dati rilevati,  consiglierà alla famiglia di intraprendere un vero e proprio percorso riabilitativo diretto (sedute frontali con il bambino) o deciderà di monitorare l’evolversi  della situazione con periodici incontri di counseling (con la famiglia e con la scuola), fornendo preziose indicazioni per sostenere lo sviluppo linguistico del  bambino.