Patologie ortopediche - Casa di Cura S.Anna - Asti
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Patologie ortopediche

La riabilitazione dei pazienti con patologie ortopediche che coinvolgono articolazioni, tendini, legamenti, muscoli, e dopo un intervento ortopedico, è parte integrante del processo di guarigione e di recupero della qualità di vita.

I fisioterapisti di Casa di Cura S. Anna sono esperti nella riabilitazione e fisioterapia di ginocchio, di anca, di spalla, gomito e colonna vertebrale, sia con terapie fisiche (apparecchiature e dispositivi per la fisioterapia), sia con terapie manuali (mobilizzazione passiva e attiva) e terapie neurocognitive (immagine motoria).

In Casa di Cura S. Anna, il percorso riabilitativo è multidisciplinare, ovvero coinvolge il medico specialista fisiatra, che coordina il percorso riabilitativo, i fisioterapisti e, nel caso di soggiorno nel nostro reparto di riabilitazione, anche gli infermieri e gli operatori dedicati (OSS).

 

Riabilitazione e comfort alberghiero

Per coloro che lo desiderano, presso Casa di Cura S. Anna è previsto anche il soggiorno in struttura con servizi di comfort alberghiero uniti alle terapie riabilitative.

Per informazioni sui servizi alberghieri clicca qui 

 

Di quali patologie si occupa la fisioterapia ortopedica in Casa di Cura S. Anna?

 

La fisioterapia ha l’obiettivo di guidare il paziente verso il recupero del movimento e della funzione dell’articolazione e dell’arto colpito da patologie ortopediche, oppure dopo un intervento di protesi di anca, ginocchio, spalla, caviglia, o dopo un qualunque tipo di chirurgia che richieda al paziente di ridurre il movimento per un certo periodo di tempo. Infatti, la fisioterapia ha come obiettivo principale quello di ridurre il dolore e prevenire la rigidità articolare da artrosi o da immobilità, e di mantenere o recuperare il tono muscolare necessario a compiere qualunque movimento. 

Casa di Cura S. Anna si occupa di trattamenti riabilitativi per:

  • patologie della colonna cervicale, della colonna dorsale e lombo-sacrale (mal di schiena, cervicalgia, osteoporosi, esiti di fratture e microfratture vertebrali)
  • esisti di traumi
  • patologie ortopediche degenerative (artrosi, patologie della cartilagine, rottura di tendini)
  • recupero post-chirurgico dell’arto superiore e inferiore
  • patologie di spalla, come ad esempio capsulite adesiva, patologie e infiammazione della cuffia dei rotatori, lussazione, instabilità di spalla, artrosi, sindrome da impingement di spalla, lesioni dei tendini della cuffia dei rotatori, esiti di frattura
  • patologie di gomito, polso e mano, come ad esempio epicondilite, sindrome del tunnel carpale, rizoartrosi
  • patologie di anca, come ad esempio artrosi, lussazione, sindrome da impingement femoro-acetabolare, infiammazione, tendiniti, esiti di frattura
  • patologie di ginocchio, come ad esempio artrosi, lesioni dei legamenti, lesioni di menisco, tendiniti, patologie della cartilagine, esiti di frattura
  • patologie di caviglia, come ad esempio fascite plantare, artrosi di caviglia, esiti di frattura.

In particolare, sono previsti percorsi riabilitativi personalizzati sia con terapie tradizionali, sia con terapie di tipo neurocognitivo, per il trattamento della capsulite adesiva, chiamata anche spalla congelata, una patologia infiammatoria che causa dolore e perdita progressiva di mobilità dell’articolazione omero-scapolare, fino all’irrigidimento del movimento della spalla.

 

Come viene deciso il percorso di riabilitazione e fisioterapia?

 

Sulla base dell’indicazione dell’ortopedico e della valutazione clinica del paziente da parte del fisiatra, viene proposto al paziente il percorso di riabilitazione e fisioterapia ritenuto più adatto per il recupero dopo l’intervento, per la patologia, per le caratteristiche individuali del paziente, per gli obiettivi che desidera raggiungere in termini di recupero alla vita lavorativa, sportiva, quotidiana.

Nel nostro lavoro col malato, da diversi anni usiamo, oltre alle più moderne tecniche manuali e fisiche, anche una tecnica di riabilitazione neurocognitiva chiamata “immagine motoria” che, secondo la maggior parte dei ricercatori che si occupano di questo processo cognitivo, corrisponde a un tipo particolare di rappresentazione del movimento nel cervello. 

 

 

Le informazioni riportate sono da intendersi come indicazioni generiche e non sostituiscono in alcuna maniera il parere dello specialista.