Trattamenti per patologie neurologiche e ortopediche - Casa di Cura S.Anna - Asti
26
page-template-default,page,page-id-26,page-child,parent-pageid-11,bridge-core-3.0.1,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,wpb-js-composer js-comp-ver-6.8.0,vc_responsive
 

Trattamenti per patologie neurologiche e ortopediche

Presso il nostro centro ci occupiamo del trattamento riabilitativo  di pazienti con patologie neurologiche e ortopediche. Le patologie più frequenti sono emiplegie da  esiti di ictus ischemico o emorragico, malattie degenerative sistemiche (vedi sclerosi multipla), traumi cranici, lesioni midollari, esiti di poliomelite, esiti di fratture, traumi, politraumi, artroprotesi di ginocchio, di anca, di spalla.
Il nostro approccio riabilitativo fa riferimento alla teoria neurocognitiva ed alla metodica dell’Esercizio Terapeutico Conoscitivo del Prof. Carlo Perfetti. La riabilitazione neurocognitiva considera il movimento come azione, per interagire con la realtà e attraverso la conoscenza, assegnare il senso al mondo.

Quindi si può dire che la Riabilitazione sia una particolare forma di apprendimento che ha luogo in condizioni patologiche: coerentemente, si ritiene dunque che la qualità del recupero, sia spontaneo che guidato dal Terapista, dipenda dalle modalità di attivazione di determinati processi cognitivi. Questi processi cognitivi devono essere valutati, recuperati ed utilizzati all’interno degli esercizi.
Nel nostro lavoro col malato da diversi anni facciamo ricorso ad uno strumento definito “immagine motoria”, che secondo la maggior parte dei ricercatori che si occupano di questo processo cognitivo corrisponde ad un tipo particolare di rappresentazione del movimento nel cervello.

Ci sono studi che mostrano come, quando un soggetto elabora una immagine motoria di una certa azione, ovviamente senza contrarre alcun muscolo, ma solo pensando, si attivano buona parte di quelle aree del sistema nervoso centrale che si attivano quando il soggetto compie la azione immaginata.
Il nostro modo di operare considera il movimento come una delle possibilità ( forse la più importante) che il sistema vivente ha a disposizione per interagire col mondo al fine di costruire informazioni utili per permettergli la sopravvivenza della sua struttura e il mantenimento della sua autonomia in tutti gli ambienti nei quali si trova a vivere.

Il nostro modo di lavorare  considera il corpo come una superficie recettoriale dotata di motilità/frammentabilità in funzione  della costruzione di informazioni che provengono dalla interazione col mondo esterno.
Il movimento è conoscenza, e, come tale, nasce da un vissuto e lo determina , esprimendolo anche attraverso il linguaggio, quindi  bisogna tenerne conto nella osservazione del malato, nella interpretazione della sua patologia, nella organizzazione dell’esercizio.
L’esercizio si trasforma così in problema i cui tentativi di soluzione richiedono la attivazione di operazioni conoscitive complesse.